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Anche la Bibbia premia i ricchi e punisce i poveri

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Parliamo di ricchezza e povertà, ognuno di noi ha una sua visione a riguardo e molto spesso questa visione è frutto dell’educazione che abbiamo ricevuto e del contesto sociale in cui siamo cresciuti.

Capita che chi abbia vissuto in una condizione di povertà o comunque di difficoltà economiche, guardi al denaro con disprezzo, concependolo come qualcosa di negativo, criticando amaramente le persone ricche, considerandole avide e maligne. Poi c’è la religione stessa, quella Cattolica, che in alcuni aspetti tipicamente francescani, promuove il principio di spogliarsi dei propri beni. 

Se leggi la Bibbia però, vi è una Parabola molto interessante sul tema della ricchezza, la Parabola dei Talenti.

La Parabola parla di un uomo che partendo per un viaggio affida i suoi beni ai suoi tre servi. Al primo servo affida cinque talenti, al secondo due talenti e al terzo un talento. I primi due, sfruttando la somma ricevuta, riescono a raddoppiarne l’importo; il terzo invece va a nascondere il talento ricevuto e lo sotterra. Quando il padrone ritorna apprezza l’operato dei primi due servi e condanna invece aspramente, il comportamento dell’ultimo.

Il finale, citando il passo, è il seguente: Il padrone gli rispose: «Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti».

Il padrone quindi adirato per il comportamento del terzo servo, decide di dare il suo unico talento al primo che ha fatto fruttare di più il denaro. In questo passo, il padrone simboleggia Dio, e i servi gli uomini, e il messaggio è quindi che chi ha, avrà di più, e chi si accontenta del poco che ha, non avrà nulla. Già nella Bibbia, la ricchezza è quindi concepita positivamente e anzi, la povertà e la mancanza di azione come un male.

Non so se tu credi in Dio, o in qualsiasi altra fede, ma se c’è qualcosa, questa entità desidera il nostro bene, e vivere in ricchezza ci permette di vivere al meglio. 

Riflettici, magari ciò che pensi del denaro non è poi così vero, si tratta di concetti indotti dalla tua educazione, dalla tua formazione ed estrazione sociale. Ma tu prendendo coscienza di ciò, puoi rieducarti in tal senso, perché ciò che ostacola maggiormente la tua ricchezza sono i tuoi preconcetti. Credere che il denaro non sia importante o che sia addirittura negativo, ti allontana dalla ricchezza e non ti permette di documentarti, di investire su te stesso per educarti finanziariamente. Se tu pensi che qualcosa sia negativo o non importante, di certo non lo approfondirai. Chi sta vivendo oggi in difficoltà economica, è perché non ha conoscenza. Ci sono centinaia e centinaia di parrucchieri che investendo e studiando con me, ottengono tutti i giorni risultati tangibili. Se desideri iniziare un percorso che ti porterà al raggiungimento di importanti traguardi economici e di qualità di vita, scopri tutti i miei prodotti cliccando qui.

Ancora in molti pensano che sia necessario risparmiare per avere liquidità, ma in realtà non capiscono che al contrario, è necessario investire per far fruttare il proprio denaro, proprio come nella Parabola dei Talenti.

Il miglioramento della qualità di vita e la solidità finanziaria non sono fatti casuali, non piovono dal cielo, bisogna metterli in atto. 

Spesso sento dire alle persone che ci contattano: “Voglio capire come guadagnare, non voglio spendere soldi.” Ma se tu non capisci che prima devi studiare e investire, non arriverai mai al risultato. Quello che io e miei collaboratori offriamo con i nostri servizi, è un processo di accelerazione. Abbiamo le strategie migliori, conosciamo gli errori da non commettere e ti muniamo di un condensato di sapere, studiato per farti fatturare di più. Affidarsi a noi significa venire a conoscenza di tecniche, protocolli e nozioni strategiche che se dovessi costruire, studiare e provare per conto tuo, ci metteresti decenni a raggiungere. A tal proposito ci sono numerosi contenuti gratuiti che io condivido sui miei canali social. Per non perderli seguimi su Facebook, Instagram e Youtube.

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Certo, questa scorciatoia va pagata, la mia società non è una Onlus, deve fare degli utili, pagare lo stipendio di venti persone, tra cui il mio che è alto e che è giusto che lo sia. Io merito di avere uno stipendio alto perché me lo sono guadagnato, ho studiato e continuo a studiare tutti i giorni, cercando di migliorare, di trovare le soluzioni per offrirti il meglio. Io non mi fermo mai ed è per questo che non esiste nessuno nel mio settore che fa quello che faccio io. Chi mi segue lo sa, ad ogni problematica io trovo la soluzione per risolverla, sono focalizzato per migliorare tutti i processi, per questo ottengo più risultati degli altri: i miei clienti mi pagano perché sanno che miglioro la loro vita. È direttamente proporzionale, più aiuto i miei clienti, più guadagno. È come nello sport, in una partita più giochi bene, più fai punti: nella vita il punteggio è il fatturato, più punti fai, più guadagni. 

Io apporto valore al mio mercato e il mercato mi dà ragione, perché più valore apporti alle persone che si affidano a te, più vieni ricompensato. 

Ricordati che il denaro non è né buono, né cattivo, il denaro non ha una coscienza, il denaro è un numero su un estratto conto, è un punteggio. Sta a chi lo possiede conferirgli un’accezione, poiché con più denaro puoi essere di più quello che sei: se sei generoso potrai esserlo di più, se sei cattivo potrai esserlo di più. Il denaro è estensione di chi lo possiede, ci dà il potere di ingrandire la nostra essenza. Io ad esempio, da quando ho un alto potere di spesa, ho potuto essere più generoso, facendo beneficienza, premiando chi si impegnava e aiutando chi era in difficoltà. Prima non mi era possibile farlo, perché la mia disponibilità economica non me lo consentiva e ciò che avevo bastava a malapena per me. Oggi, considerata la mia ottima situazione economica, posso tramutare in azioni concrete la mia generosità e posso garantirti che più tu doni, più ricevi. Te lo assicuro, ciò che dai ti torna indietro raddoppiato.

Spesso vengo additato come superbo. Non so se sono superbo, ma so di non volere la mediocrità nella mia vita. Parlo per cognizione di causa, se sono così sicuro di ciò che dico, è perché ho dalla mia i risultati che affermano ciò che predico. Io sono una persona normale che ha ottenuto risultati top, non sono presuntuoso, so che ciò di cui parlo ha efficacia perché ne conosco i risultati.

Credo ci sia molta più superbia in coloro che credono di sapere tutto ma senza aver mai ottenuto risultati, piuttosto che in uno come me, che passa la sua vita alla ricerca del miglioramento. Quando inizi a comprendere che più conosci e meno conosci, ti accorgi di quanto hai ancora da imparare ed io non mi fermo mai. L’arroganza non si misura nel modo di parlare, ma in quanto critica fine a se stessa, senza dati, senza risultati, la vera arroganza è quella di chi giudica basandosi sulla sola opinione personale, senza avvalersi di dati dimostrativi a supporto. Ti consiglio di circondarti di quelle persone che parlano a fronte di risultati, di accettare suggerimenti da persone che hanno risultati dimostrabili e credibilità in tal senso. Ad esempio, se una persona squattrinata ti da consigli su come portare avanti la tua azienda, non ha nessun senso ascoltarla, perché non ha alcuna case history di successo personale, per potersi permettere di darti consigli utili. Quindi, fai molta attenzione a ciò che credi sul denaro, perché condiziona drasticamente il tuo risultato. Fai un esercizio, metti giù ciò che pensi sul denaro e, una volta riletti i pensieri a riguardo, chiediti chi ti ha inculcato ciò che leggi, chiediti inoltre se sono convinzioni aggiornate ai tempi nostri, o se sono solo credenze che non ti permettono di evolvere. Ti faccio una domanda. Quando eri bambino come immaginavi il tuo futuro? Sono sicuro che sognassi una bella vita di successo, non una vita triste e di rinunce. Perché allora hai smesso di credere di poter avere una vita ricca di cose belle e di emozioni? Non adeguarti, sogna in grande e realizza la tua felicità. Sei ancora in tempo.

Marco